Ogni anno, nel cuore dell’estate, le mura del borgo medievale di Teggiano si animeranno di voci, tamburi, fiamme e clangore di armi. È la magia dell’evento “Alla Tavola della Principessa Costanza”, la rievocazione storica che da trent’anni restituirà vita e splendore a una delle pagine più affascinanti e drammatiche della storia meridionale.
La protagonista sarà Costanza da Montefeltro, figlia di Federico da Montefeltro, il celebre duca di Urbino, condottiero e mecenate del Rinascimento. La sua unione con Antonello Sanseverino, Principe di Salerno, segnerà non solo un legame matrimoniale, ma un vero e proprio patto politico tra due delle più potenti famiglie italiane del Quattrocento.
Il matrimonio, celebrato con fasto, trasformerà Teggiano in un centro di cultura e potere, attirando cavalieri, artisti, poeti e uomini di corte.
Dietro il lusso e la magnificenza si celava però un regno in fermento. Ferdinando I d’Aragona, detto Ferrante, salito al trono di Napoli nel 1458, aveva intrapreso una politica di rafforzamento della monarchia a scapito dei privilegi baronali. Le nuove tasse, la riduzione delle autonomie feudali e l’introduzione di ufficiali regi nei territori causarono malcontento tra i nobili, che temevano di perdere la loro influenza.
Fu in questo contesto che nacque la Congiura dei Baroni (1485–1487), una vasta alleanza di feudatari che si ribellarono al potere aragonese. Tra i promotori ci sarà proprio Antonello Sanseverino, Principe di Salerno, che radunò intorno a sé una rete di alleati decisi a difendere con le armi i propri privilegi. La posizione di Teggiano, nel cuore del Vallo di Diano e al centro delle vie di comunicazione tra Campania e Lucania, renderà il suo castello un baluardo strategico per la resistenza.
Il Castello Macchiaroli, eretto in epoca normanna e ampliato dagli Svevi e dagli Angioini, si trasformerà così in teatro di uno degli assedi più memorabili del Meridione. Le truppe reali circonderanno la città: l’assedio non sarà soltanto militare, ma anche psicologico, fatto di pressioni economiche, interruzione dei rifornimenti e tentativi di trattativa. Nonostante la forza degli assedianti, il castello resisterà a lungo grazie alle mura possenti e alla determinazione dei difensori.
Dall’11 al 13 agosto 2025, quell’episodio tornerà a vivere nell’Assalto al Castello, culmine della festa medievale. Prima della battaglia, il borgo accoglierà i visitatori con il suggestivo corteo storico, con spettacoli itineranti lungo le stradine medievali e con le taverne dove sarà possibile degustare piatti tipici, in un percorso che accompagnerà il pubblico fino al momento dell’assedio. Centinaia di figuranti, dame, cavalieri e popolani in costume porteranno poi in scena lo scontro tra assedianti e difensori, accompagnati da fuochi, musiche e coreografie spettacolari. Non si tratterà solo di una rappresentazione scenica, ma della ricostruzione di un frammento di storia che ha segnato profondamente il destino del Regno di Napoli.
Il pubblico che parteciperà non vivrà soltanto un’emozione estetica: entrerà in contatto con un passato fatto di passioni, alleanze e tradimenti, in cui il potere dei principi e la volontà del re si scontrarono in una partita crudele. Le mura del Castello Macchiaroli, ancora oggi imponenti, diventeranno lo scenario in cui riviverà la memoria di una resistenza e di un crollo, tra eroismo e inevitabilità.
Attraverso la rievocazione, Teggiano restituirà voce a quella memoria e la trasformerà in patrimonio condiviso, dove storia e spettacolo si intrecceranno per raccontare al mondo l’anima profonda del borgo medievale.

